- quanto vedete, ovvero il visus
- quante diottrie vi mancano, ovvero la misura del difetto visivo.
Visus: quanto vediamo da 1 a 10?
Il visus, o acuità visiva o acutezza visiva (a.v.), è la misura, convenzionalmente espressa in decimi, di quale dimensione dei vari caratteri riuscite a vedere ad una determinata distanza. Questa misura viene effettuata- sia monocularmente, ovvero un occhio per volta, indicata con DX o OD per occhio destro e SX o OS per il sinistro),
- che binocularmente, ovvero con entrambi gli occhi, indicata con OO oppure OU
- per lontano, da 3 a 5 metri
- per vicino, a 40 cm in genere
- con la correzione ( “visus corretto” o “cc”) , ovvero con occhiali o lenti a contatto,
- o senza correzione ( “visus naturale” o “sc”)
Gli ottotipi creati da Snellen possono essere inscritti in una griglia di 5×5 i cui singoli tratti compongono le diverse lettere.
Normalmente le lettere da leggere sono distribuite in righe di 5: si inizia a leggere le lettere più grandi, corrispondenti a 1/10 o 2/10 e si prosegue con la lettura delle lettere più piccole. La riga viene considerata “letta” quando il soggetto riconosce almeno 3 caratteri su 5.
Se il soggetto legge una lettera in più o in meno rispetto alla riga indicata, verrà segnalato con un “+” o un “-” vicino alla frazione, e vi saranno tanti “+” quante lettere sono state lette della riga successiva e tanti “-” quante sono le lettere errate della riga stessa (ad esempio, con 3/10++ significa che è stata correttamente letta la riga dei 3 decimi ed anche 2 lettere dei 4/10 mentre 5/10– significa che il soggetto è riuscito a leggere solo 3 lettere dei 5 decimi)
Anche se le lettere sono i caratteri più diffusi, per la misurazione del visus vengono utilizzati anche:
- numeri (più difficili da riconoscere rispetto alle lettere)
- C di Landolt
- “E” con differente orientamento
- simboli (tipo LEA) per facilitare i bambini che non sanno ancora leggere
diottrie: misurano il grado del difetto visivo
La diottria (D o dt), invece, è la misura del difetto visivo, o meglio della lente che consente di vedere a fuoco quando è presente un difetto visivo. Il potere totale di un occhio senza difetti visivi è pari a circa 60 D. Se esiste un difetto visivo allora il potere totale dell’occhio sarà o minore di 60D, come nel caso degli ipermetropi e/o presbiti, o maggiore di 60 D come nel caso dei miopi. Dire“mi mancano 2 diottrie” può essere fuorviante: la diottria, e quindi il potere delle lenti che correggerebbero il difetto visivo, può essere positivo o negativo. L’ipermetropia e la presbiopia vengono indicati con il segno “+”, mentre la miopia con il “-“. Quindi se su una ricetta è indicato “+2D” per l’occhio destro, significa che quell’occhio è ipermetrope di 2 D quindi vedrà a fuoco con una lente positiva di 2 D; se invece è indicato “-5 D” significa che quell’occhio è miope di 5 D. A seconda del sistema utilizzato nella prescrizione delle lenti, l’astigmatismo può essere indicato con il segno positivo o quello negativo. Per approfondimenti sulla lettura della ricetta vi rimando a questo articolo. In definitiva i due concetti sono diversi e non collegati: a prescindere da quante diottrie hanno in totale i nostri occhi, essi possono riconoscere i 10 decimi, oppure i 6 decimi o i 12 decimi e così via. Non è detto che più è alto il difetto visivo e meno decimi legge una persona. Ad esempio, un miope di 12D corretto con lenti o occhiali potrebbe essere in grado di leggere i 10/10 mentre un miope di 3D potrebbe arrivare solo agli 8 decimi. È per questo motivo che è fondamentale precisare se il visus misurato riportato sulla ricetta è rilevato con o senza correzione.52,884 visite in totale, 5 visite oggi